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28/10/1996, 22:27

imprenditori





 Ancora una volta registriamo che qualcuno, anziché fare opera di ricerca di quella capacità di reazione che i Catanesi hanno perduto a tutti i livelli, continua ad arroccarsi su affermazioni e luoghi



Ancora una volta registriamo che qualcuno, anziché fare opera di ricerca di quella capacità di reazione che i Catanesi hanno perduto a tutti i livelli, continua ad arroccarsi su affermazioni e luoghi comuni ormai fuori dal tempo e,soprattutto , fuori dalla realtà. Quanto affermato, ad esempio, nell’intervento del 22 u.s. su “La Sicilia” da Cittainsieme, con la determinazione di chi sembra essere il depositario della verità, offende quanti ( e sono tanti ) sostengono con le azioni e con i fatti la sopravvivenza di una classe imprenditoriale che rischia, paradossalmente di essere messa al bando e di essere persino emarginata. nnLa sferzata iniziale di Vittorio Consoli, l’intervento dell’Arcivescovo, le reazioni dei vari rappresentanti della società civile catanese in questo dibattito, hanno portato ad una grande crescita di ognuno di noi , perché ci hanno indotto alla riflessione , hanno stimolato quanti sono attori dell’epoca del cambiamento . nnI Giovani Industriali italiani si sono chiesti , al convegno di Capri di alcuni giorni fa, se è già finita la cultura del cambiamento , ed i siciliani presenti , come sempre punta dell’iceberg di ogni problema che per noi è elevato alla ennesima potenza , sono convinti come gli altri che una nuova classe dirigente debba essere il frutto di una trasformazione collettiva e profonda , sul piano dei valori ed anche su quello dei comportamenti.nnNessuno di noi si sente classe dirigente , ma senza ombra di dubbio, cari amici, i Giovani Imprenditori vogliono, fortissimamente vogliono, riaffermare quella mentalità imprenditoriale che è ancora presente in molti di noi, non hanno paura di affrontare le incognite del “ rischio d’impresa “ ( purché non ci sia certezza di insuccesso) , ed intendono allontanare quella amara sensazione del “passato che non passa”. nnSiamo pronti a osservare e raccogliere ogni stimolo, purché serva a svegliare l’intera società ed a cancellare gli spettri dell’incertezza che ci sovrasta. nnE’ per questo che, desideriamo riportare l’attenzione sul processo di cambiamento che si è dimostrato difficile da ottenere , ma irrinunciabile , che deve investire in profondità tutti i campi della nostra vita sociale : dalla politica all’economia, dai sindacati alle imprese , dal cittadino singolo alle organizzazioni associative, dagli insegnanti agli studenti. nnNoi Giovani Imprenditori ci sentiamo agenti del cambiamento, vogliamo essere gli anticorpi reagenti alla cultura dell’apatia, del disagio, della sfiducia. Non sappiamo da chi sarà costituita la nuova classe dirigente, e non ci sentiamo certamente i migliori , ma siamo certamente fra quelli che hanno più da perdere, e per questo pensiamo che sia da rigettare ogni affermazione preconcetta. nnLe imprese catanesi sono fortemente penalizzate da una totale mancanza di infrastrutture, dalle lentezze della burocrazia, dal cordone stretto delle banche, da un mercato asfittico, dalla incertezza a tutti i livelli, dagli innumerevoli ostacoli culturali, e , non ultimo, dall’ intreccio perverso di affari e politica che, per le debolezze provocate, rischia ancora di corrodere la salute economica delle nostre imprese. 
Consapevoli che la propensione a cercare protezione economica , avvilisce più d’ogni altra cosa le nostre stesse Aziende , siamo convinti che la strada delle regole chiare non premia i furbi che cedono alle proposte di scorciatoie facili e vantaggiose; ci piacerebbe vedere sostituiti agli attuali disoccupati, i faccendieri ancora vaganti in ogni dove. nnLa cultura cui dobbiamo tendere non riguarda solo le imprese: il nuovo modello sociale vuole che ognuno diventi imprenditore di se stesso, pronto al rischio e alla ricerca della propria efficienza. 
Lo faremo noi per primi, misurandoci con scelte coraggiose sul piano dei valori e della cultura d’impresa, promuovendo queste scelte in ogni sede, nel rispetto dei principi di pluralismo e democrazia, combattendo quanti continueranno ad inserire bastoni nelle ruote dello sviluppo dell’iniziativa privata: anzi , abbiamo già cominciato, il protezionismo, per noi, è un capitolo chiuso!  

Seby Costanzo 
Presidente Gruppo Giovani 
Associazione degli Industriali della Provincia dinCataniann


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