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09/03/2014, 11:59

sicilia, politica, province, Crocetta, Montante,





 Purtroppo è sempre più frequente per me, non acquistare più quotidiani, disturbato inesorabilmente da cultura di tifoseria, insulti, stimolazioni lobbistiche che aprono e mirano obiettivi senza logica



Purtroppo è sempre più frequente per me, non acquistare più quotidiani, disturbato inesorabilmente da cultura di tifoseria, insulti, stimolazioni lobbistiche che aprono e mirano obiettivi senza logica e impercorribili o, meglio leggibili come l’esaltazione del nulla. Del resto si sa, la politica non ha logica ma indirizza, o è il contrario ? Così ho anche limitato l’accumulo di carta che riservo solo al libro, rigorosamente da toccare oltre che leggere. nnLa grande rete in alternativa, salvo qualche testata che mantiene ancora un po’ di contegno e di dignità, infatti, stimola la libera interpretazione e il buon senso del "navigatore", poiché rappresenta una pluralità di punti di vista più facilmente comparabili, più liberi, pur se talvolta espressi con più violenza per la mancanza di un "direttorio per l’equilibrio".nnOgni tanto, però, provo a riaffacciarmi per curiosità e, con piacere, apprezzo che qualcuno insiste nell’indignarsi. nnL’editoriale di oggi 9 marzo 2014 su "La Sicilia", a firma di Domenico Tempio, compare e scompare denunciando, con garbo, il predominio della retorica. 
Tempio richiama sulla farsa delle Province, una farsa che dura da quasi un anno per diventare un "placebo senza effetto" o "una svolta storica"come la definisce Crocetta!
Ma davvero, c’è chi ritiene che (a prescindere dalle varie problematiche d’incostituzionalità o di quelle che probabilmente porrà il Commissario dello Stato) l’abolizione delle Province sia il problema che i siciliani vogliono ancora vedere sul tavolo del Governo? 
Davvero si pensa che oltre la demagogia di un provvedimento tra i più inutili che io stesso ricordi da anni, che non porterà alcun giovamento economico, ma piuttosto ulteriori aggravi, disservizi, incertezze, fermi burocratici e ritardi sui pagamenti alle imprese (problema tra i più gravi che pesano su tutta l’Italia), ci sia qualcosa di serio o di diverso dalla volontà del governatore di turno di presidiare ogni ufficio e ogni nomina con le logiche di sempre ?Davvero i siciliani non riescono a percepire quello che al resto del mondo sembra evidente? Che, ad esempio, la mafia, drammatico e atavico pesondi questa terra, preoccupi più del serpeggiare di ignoranza, malaffare, e del ricattatorionfreno al vivere normale? Se ne è accorto persino Montante, che riscontra tra gli investitori più paura della burocrazia che della mafia stessa! Senza voler ambire addirittura a uno sviluppo sostenibile (speranza esagerata...!?) adesso, potremmo anche accontentarci di un pò di normalità!
Naturalmente, il Presidente della Regione ha l’obbligo di liberare dal soffocamento ogni iniziativa privata, anche se "la maggioranza c’è ma gli è contraria", come ce l’hanno i Sindaci di restituire dignità e forza a coloro che continuano a lottare per difendere una terra irriconoscente, tanto amata e tanto recalcitrante. nnAbbiano uno scatto d’orgoglio i signori della politica, si battano e si determinino per giustificare la loro funzione, lottino contro la demagogia, per la parità di genere, ad esempio, quella autentica, quella che determina parità di condizione per gli esseri umani, senza distinzione di sesso o ricchezza, di appartenenza o di cittadinanza. 
Si prenda atto (sarebbe già tanto) che Il nostro più acerrimo nemico è il degrado, quello che costruisce potere a favore dei più spregiudicati e di tutte le pratiche che lo favoriscono. Ignorando le diversità genetiche e antropologiche dove sorge e come si è affermata l’attuale arretratezza del meridione e il suo degrado?
Dobbiamo ricorrere al ricordo dell’Unità d’Italia, quando il Mezzogiorno possedeva un grande demanio, una ricchezza solidissima, se la passava bene, ma le sue casse vennero svuotate per ripagare le guerre contro di esso?
Non è necessario, infatti, rinvangare il passato remoto quando è evidente che siamo caduti nel circolo vizioso tra istituzioni ostili e interessi individuali che frenano il nostro sviluppo, abbiamo consegnato il nostro destino al primato della politica e non del mercato, premiando così la clientela a dispetto del merito. nnChe lo si voglia o meno, la forza che si deve trovare per risorgere a nuova vita (senza pensare al ritorno alle condizioni pre-crisi, che non torneranno) può risiedere solo nella consapevolezza che la nostra classe dirigente è più legata alle rendite di posizione che al rischio di intraprendere, nella volontà di abbandonare questa attitudine ancora forte e che tiene sempre più lontana dallo sviluppo questa parte del Paese. 
Uno Stato democratico (in tutte le sue forme e territori) che pretende l’impossibile, che costruisce metodi perfetti per alimentare la corruzione, che pone i più deboli nelle condizioni psicologiche peggiori sino a stimolare i suicidi, che non rispetta le regole, che legifera per autoreferenziarsi, che dimentica puntualmente i propri doveri, è uno Stato che va ripensato o, meglio ancora, che va ripulito dei fattori inquinanti. 
E’ diventata una pletora di mediocri questa classe dirigente, vittima essa stessa del sistema che si è generato, di un sistema che pone i più giovani in posizioni di anarchia, disincantati figli di un Dio minore. 
Se ne prenda atto e si ricominci, con umiltà, con azioni edificanti e determinate, indirizzate a rinnegare il degrado. nnDel resto, è con le azioni e i comportamenti che si costruisce una buona educazione dei propri figli; contare sul potere che il degrado paradossalmente conferisce, significa contare su un potere da esercitare su niente e su nessuno, quindi destinato a morire. 
C’è qualcuna di queste ragioni che spingono Presidenti di ogni tipo, Sindaci, uomini normali a far finta di nulla? 


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